"Prossimi giorni devo partire in Pologna!"
"Polonia?! E come mai? Quindi non tornerai più quì?"
"..ma ..e rimani lì?!"
"Che bellezza!"
"Dopo tanta fatica per aver imparato l'italiano..peccato!"
"..ma in Polonia o in Colonia?!"
"Pologna!"
Chin Chun, studente cinese della Scuola della Marina, ha ancora qualche difficoltà di pronuncia. Dopo circa cinque minuti:
"Ah...Bologna..e pronunciala bene quella B!"
Ieri c'è stata la presentazione del cortometraggio dei ragazzi della Scuola della Marina. A vederlo c'era Antonio, il signore che vive tra Cagliari ed un paesino del nuorese e che deve tornar lì a spazzar via le nocciole e le castagne dai pavimenti. C'era il ragazzino che viene dal Senegal e che, con cappello gigante ed occhialoni bianchi, si è esibito in un tributo a Michael Jackson. C'era la ragazza della Polonia (quella vera!) che non ha più la pancia,ma ora ha un bimbo stupendo con gli occhi azzuri. C'era la ragazza con i capelli crespi, raccolti in treccioline, che viene dall'Eritrea, ma ora vive nella ridente Quartu City! C'era la signora Anna, che ha trascorso tutta la sua vita a Cagliaribigapple e si è dedicata interamente alla sua famiglia ed ora, nella fase post 50, vuole finalmente un po' di tempo per se stessa. C'erano tanti nomi, tanti paesi e tante persone, mentre qualcuno mancava, per via del lavoro. C'era tanta ricchezza, che è quella data da lingue ed universi diversi che si incontrano. Ed alla fin fine non posso far a meno di pensare a quei genitori, che nelle scuole fuori dalla Sardegna, si lamentano se i loro figli stanno in classi con troppi stranieri. La paura della sopraffazione prevale e non riescono più a vedere cosa in realtà si possa ottenere da queste unioni. oppure semplicemente ritengono che si debba andare avanti col solito programma, fregandosene del mondo intorno che cambia. Io, sinceramente, non li capivo prima ed ora, dopo questa esperienza nella Scuola della Marina, ancor meno li capisco.
Alem pensava d'averlo perso. Pensava che non sarebbe ritornato mai più. Come un oggetto smarrito in una vecchia soffitta, tra scatoloni con vecchi abiti e bambole e libri impolverati. O forse più come un gioco lasciato sulla riva e portato via dal mare. Alem credeva che il matrimonio di Unasposa ormai non sarebbe più tornato.
"Unasposa ed Unosposo si sposano e saranno felici di festeggiare con voi.", così diceva la partecipazione.
Una macchina addobbata con numerose coccarde color panna si è fermata di fronte alla statua, nella piazza dell'isoletta. Unasposa è scesa col suo abito color panna, come le coccarde, con il top tempestato di perline e la gonna un po' gonfia. Unasposa portava il velo ed i capelli (tutt'un boccolo) da un lato ed era molto bella. Unasposa non era più l'undicenne con cui Alem giocava a Barbie. Alem per un attimo si è commossa ed ha sentito i ventitre anni trascorsi raggrumarsi all'improvviso in gola. Ed allora, come sempre le accade quando non vuol mostrare segni di cedimento, Alem ha detto una cosa infelice.
"Unasposa, ce ne scappiamo al mare?"
Come si può dire ad una persona che l'anno prima non si è sposata una cosa del genere? E se ti risponde di si?!
"Anche mio padre l'ha detto."
Pfiuuuuuu!!! Forse anche il padre di Unasposa reagisce come Alem!
Unasposa ha raggiunto Unosposo all'altare. Con lo stesso abito d'un anno prima, nella stessa chiesa, con gli stessi invitati. Con un palloncino verde e panna che da scoppiare all'uscita, così da far uscire tutti i cuoricini. Ieri, Unasposa ha detto si, mentre il sole brillava ed il mare era una favola ed i bimbi scorazzavano felici di qua e di là.
A volte il mare restituisce ciò si è preso per diletto. Dopo la mareggiata sulla riva è possibile trovare di tutto. Bottigliette di plastica, sugheri che un tempo erano state lenze, bambole senza gambe o gambe senza bambole. Il mare può prendersi qualsiasi cosa e farla sua. Portarsela un po' in giro, farle cavalcare le onde più maestose e farla sbattere quando arriva la risacca. Il mare può consumare, può trasformare. A volte può divorare. E l'unica cosa che a noi è dato fare è non lasciar nulla sulla riva. Nulla a cui si tenga, nulla che ci dispiacerebbe veder andar via.
Ometto:"..si, è vero..sembri Fiona!"
Si, è vero?! Ma chi ha detto nulla?! Ora sente le voci questo Ometto?! Dev'essere che questa cosa gli ronzava nella testa...! FIONA?! Mi vede come la moglie di Shrek?! FIONA?! Per la simpatia?! L'INTELLIGENZA?! La pazienza con Shrek?! L'Oscura nipotina mi aveva detto che ho gli occhi come "la strega di Bianca e Bernie", che le fa tanto paura...sarà forse questo un miglioramento?! Mah..

Alem:"Ehmm..ma assomiglio a Fiona quando è principessa, prima della trasformazione?!"
Donnina:"No, dopo..."
Alem:"Ehmm..ma è un'orchessa..."
Donnina:"Si, ma non è che sei brutta..è che le assomigli..."

Le assomiglio?! Sarà che son vestita di verde ed ho gli occhi verdi ed i capelli chiari..ma è un'orchessa ..non posso dire nulla però, perchè al tempo son stata contenta che lei non tornasse principessa e vivessero entrambi orchi e felici, così che fosse educativo per le generazioni a venire, così che capissero che la bellezza non è fondamentale! Incasso e sto zitta..che altro fare?!

In attesa di incontrare qualche bimbo che mi veda come Grimilde o come Doris o come Gloria di Madagascar, vi auguro una buona giornata..e che QUARTU CITY sia con voi!!

DONNINA -IN THE BEGINNING
Donnina:"..tu lo vuoi fare n figlio?"
Alem: "Bè..si.."
Donnina:"..e quanti anni hai?"
Alem:"Ehmm...34...."
Donnina:"34?! ..e che aspetti allora?! Mia madre quando sono nata io ne aveva 27..ma tu lo vuoi fare ORA?!"
Alem:"Ora nel senso di oggi?!"
DONNINA-THE DAY AFTER
Donnina: "..quindi tu ed il tuo fidanzato vivete insieme?! Tu non vivi con la tua famiglia?"
Alem:"No..è già da due anni che viviamo insieme..."
Donnina: "..e perchè non vi sposate? Quanti anni hai tu?"
Alem:"Ho 34 anni e conviviamo..c'è chi si sposa e c'è chi convive..."
Donnina:"Ti devi sposare..mi sa che sei già in ritardo..."
Queste sostituzioni di Unasorella stanno assumendo risvolti inquietanti per l'instabile equilibrio della povera Alem. Se continua così dovrà invocare l'infermità mentale o il relativismo culturale..e male che vada pure la sindrome premestruale..strizzando l'occhio alla solidarietà tra donne!
......
Oggi è martedì e siamo tutti un po' più forti. Il film che vi lascio oggi ha bisogno di pelo sullo stomaco e di lunedì non avreste retto neanche il trailer. A chi ha vissuto ed ancora vuol vivere. A chi non sa cosa sia la vecchiaia e gli mostrano solo chi ci arriva trascinandosi. Ai grandi uomini, ai combattenti. Al mio Nonnodellereti, che avrebbe amato molto Walt e la sua storia. Walt (e che mi perdoni se lo chiamo così!), che sembra il padre di Javier Bardem in "Questo non è un paese per vecchi". A chiunque non abbia voglia di confessarsi e che creda che si possa dire ancora ciò che si pensa, senza dover rcitare copioni vuoti e sdolcinati. A chi crede nel cinema, che è fatto di vita e di morte. Nel cinema, compagno di vita, spero sino alla morte.

Ometto(che cerca dei giochi in Internet): "Ancora questo Maitol Giecson!"
Alem: "Bè..si..sai..è morto..."
Ometto:"Si, lo so, gli è venuto un arresto cardiaco. Forse ha cantato troppo..."
Caro Ometto,
a cui vengo a far compagnia quando Unasorella non può, mi spiace tanto che Maitol Giecson interferisca con la tua navigazione.
Caro ometto, che sei nato quando il mondo non doveva neanche più esistere, quando dovevamo esplodere ed i nostri orologi impazzire, che ne sai tu degli anni ottanta? Che ne sai tu di questo Maitol Giecson che noi guardavamo scolorire dietro ai nostri schermi?
Caro Ometto, forse Maitol Giecson ha cantato troppo e forse è stato troppo in tutto. Ed ora, è scivolato via, portando via con sè i nostri anni ottanta. E se penso che io avevo la tua età quando tutto ciò accadeva e mi domandavo perchè non amasse se stesso e se penso che oggi mi sembra la preistoria, con tanto di paleosauro che mi saluta..e se penso..ecco, qua mi fermo. Meglio non pensare.
Alem:"Si, in effetti ha cantato tanto..."
"Mi son svegliata alle quattro con la voglia di ballare!"
"Veramente?!"
"Eh si..ma tu lo sai cosa ho io?"
"No..cosa?"
"Quello che hanno ogni mese le donne grandi.."
Donnina, ossia la bimba a cui Unasorella fa da baby sitter, ha questa gran cosa nella sua vita e non vede l'ora di raccontarla in giro. Alem, che ha sostituito Unasorella per qualche ora, è stata resa partecipe da subito.
Donnina:"Sai come finisce IO E MARLEY? Bla..bla..bla..e poi lo sopprimono! Posso cercare su Internet SOPPRIMERE?"
Alem:"No."
Donnina:"Senti...io son grande..ho le mestruazioni..lo vuoi vedere il panno sporco?!"
Alem:"No..grazie.."
Alem:"..ed un giorno le mie sorelle hanno portato a casa 4 gatti..ma mia madre nn è stata molto contenta...ed infatti poi li ha mandati a vivere da un'altra parte..."
Donnina:"Che scema tua madre! Ma, senti...le tue sorelle le hanno le mestruazioni?"
Alem:"Ehmm...si..credo di si, visto che hanno 23 e 25 anni..."
Donnina:"Ed allora sono adulte...se hanno le mestruazioni perchè non possono tenere i gatti?!"
Cara Donnina, che ti affacci al mondo delle donne grandi, sarebbe bello se tutto fosse così facile. Sarebbe bello se con l'arrivo del ciclo diventassimo mature e responsabili e pronte a prender decisioni importanti, a sfidare i genitori e poi persino il mondo circostante. Cara Donnina, quello che stai vivendo oggi è solo un primo mattone. Pian pianino scoprirai cosa vuol dire esser donna, cosa vuol dire sentirsi le budella aggrovigliate quando senti storie tristi di bimbi abbandonati o maltrattati. Quando accarezzi una tua amica che ha appena partorito e capisci che questo è il gesto più tribale e naturale che possa esistere. Quando vedi una pancia gonfia di vita e sorridi. Quando rimani per ore a confortare qualcuno, nel tentaivo di farlo addomentare, con dolcezza e calma che non hai mai saputo d'avere.
Cara Donnina, io non sono di sicuro la persona più adatta a spiegarti cosa sia esser donna, perchè ancora svolazzo di qua e di là con il mio amico Peter Pan, ma sorrido con tenerezza per il tuo voler gridare al mondo intero che anche tu sei grande.
......
Lascio un film, per chi, come me si sta trascinando in questo nuovo lunedì. E' una storia che parla di una vita che vorremmo cambiare, di un mondo che vorremmo migliore. Parla di altra madre e di altro padre, di amici che non straparlano,di fiori, di musica e di bontà cucinate per noi. "Il migliore dei mondi possibili" esiste allora?! E che cos'è? Andate al cinema e poi mi direte....
......
« Un uomo solo a trent'anni è un single, un figo, uno con la sindrome di Peter Pan... Una donna sola a trent'anni è additata come Hannibal Lecter all'ora dell'aperitivo! » (Geppi Cucciari)
Ieri, a Cagliaribigapple, c'era Geppi Cucciari per la presentazione del suo nuovo libro:"Meglio un uomo oggi..." E'una donna forte, intelligente, che sa far ridere e raccontare grandi verità. Ad un tratto tra il pubblico, un signore di 88 anni(divertente e super lucido) è intervenuto ed hanno iniziato a fare uno scambio di battute...sembrava preparato..e lei ha commentato: "Sto flirtando con uno di quasi novantanni..per farvi capire com'è la mia vita..."
GOOD MORNING QUARTU CITY...A CHI è SVEGLIO DA PRESTO, A CHI NON HA DORMITO, A CHI HA VOGLIA DI RIDERE E A CHI NON PUò FAR A MENO DI PIANGERE. COMUNQUE E DOVUNQUE VOI SIATE, TENETE DURO, OGGI è VENERDì...!

Un saluto per Farrah Fawcett, che per la Alem bambina era la bella e forte Jill Munroe, uno degli angeli di Charlie.
Quando eravamo così fragili, quando eravamo così forti. Quando sognavamo di salvare il mondo, quando sognavamo solo di andare al mare. Quando il liceo era il nostro mondo e quando il liceo era un velo pesante che ci copriva il viso e ci imepdiva di respirare. Quando le scarpe dovevano essere di marca, se no eri fuori e non piacevi a nessuno. Quando c'era l'Invicta e non potevi non averlo, neanche se eri il più sfigato degli sfigati. Quando il bianco era il bianco ed il nero era il nero e se sentivi il grigio allora si che eri perduto! Quando credevi l'ultima notte di poter recuperare quanto non avevi fatto in un anno. Quando Vaporidis non era ancora VAPORIDIS e quando il futuro non era reale. Quando tutti ancora tremavamo per delle interrogazioni. Ed il cuore palpitava, nell'attesa di quel giorno, di quella liberazione. Quando si apparteneva ad un gruppo, quando non si avevano le bollette da pagare, i vicini da gestire, il lavoro da cercare. Quando ancora era normale avere i nonni, quando si guardava Dirty dancing sino allo sfinimento. Quando gli insegnanti ti facevano paura e quando speravi di non fare scena muta davanti alla commissione della maturità.
Ed ancora, basta solo una canzone, per ritornare in quei banchi di scuola. Con addosso ancora quella paura, quell'energia. Forse veramente una magia, come dice il caro Vaporidis, nel film che porta il titolo del post e della fantastica canzone di Venditti.
Dedico questo post a tutti i ragazzi che oggi sostengono la prima prova della maturità Con l'augurio che riescono a dare alla luce se stessi. Con l'augurio che presto vadano al mare a nuotare, che credo sia quello che oggi più gli stia a cuore.
Con affetto,
Alem.
...
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C'è chi ama festeggiare e lo farebbe per giorni e giorni, circondato da amici e karaoke, palloncini colorati, pacchetti da scartare e bontà in quantità smisurata. C'è chi ama organizzare e preparerebbe la propria festa in continuazione, non penserebbe ad altro. C'è chi ama i ristoranti lussuosi, per pochi, con le porzioni minuscole e la gente che parla a a bassa voce, per non disturbar troppo l'altro e neanche se stesso. C'è chi odia qualsiasi festività e maledice il calendario e chiunque gliene ricordi l'esistenza. E poi c'è chi si stringe forte forte dentro al proprio guscio, qualunque giorno sia. E da lì lascia che la sua mente fluttui verso mondi lontani, alla ricerca di suoni e colori. C'è chi cerca la purezza, chi cerca di salvare la foresta.
Alla mia Mononoke, con tanto affetto.
L'affetto quello di quando ci si schiaccia l'una contro l'altra cercando di oltrepassare la carne per arrivare al plesso solare. L'affetto di quando non si ha bisogno di parlare, perchè tanto non è importante quello che si dice. L'affetto di quando si litiga a morte, ma tanto dopo si sa che nulla si rompe, che nulla andrà perso. Quell'affetto che poi è amore, ma che si esita a scriverlo per non sembrare troppo sdolcinati.
Qualche giorno fa, alla festa dell'Oscura nipotina.

Tra gli amichetti dell'oscura nipotina c'è una bimba dall'aria angelica, col capello lungo, biondo e liscio, vestita di tutto punto, con collana rosa in legno. "Sembra Sharon della terza c", dice l'Oscuro. Suo fratello, un bel bambino con l'occhio chiaro, un faccino delicato. Ad un tratto si propone il gioco dei birilli ed i due fratelli si trasformano.
"Io son brava..gioco a bowling..lui invece è nel bowling dei piccoli!", precisa Sharon. Sharon èun animale da competizione:segnala le irregolarità altrui senza esitare, strappa di mano il quadernetto con i punti per vedere se sta vincendo lei, il suo obiettivo è unicamente la vittoria! Il fratello, non è proprio uno sportivo neanche lui: quando il gioco si fa duro... lui inizia a distruggere la pista! Alem vorrebbe narcotizzarlo col il ds Nintendo. Alem rimpiange il momento di trance, quando tutti i bimbi-gabbiani erano narcotizzati con l'oggetto infernale. Sharon non accetta queste irregolarità, lei non transige. Visto che noi nulla possiamo contro il demone distruttore, va dalla suprema autorità:il padre!
Torna con la sua aria carina, elegante:
"L'ho detto a papà ed ha detto che se non la smetti ti prende a calci in culo!"
Da quel momento in poi, per Alem, l'aggressività dei due fratelli non è stata più un mistero.
Qualche giorno fa, alla festa dell'Oscura nipotina per il suo quinto compleanno.

Tra pizzette e panini, ad un tratto entra in scena lui, il gran Dio. Lui, il più desiderato, il migliore, quello che secondo l'Oscura nipotina "se non ce l'hai non sei intelligente". I bambini della sala lo circondano, non pensano altro che a farlo proprio. Son come in trance, "come i gabbiani intorno alla preda", come dice l'Oscuro, "quando gridano tutti mio-mio!". Tutti vicini, stretti stretti sul divano, ma nessuno parla all'altro, se non per chiedere il gioco. Il più aggressivo del branco acchiappa il demonianco affare e strofina la pennina sullo schermo. Non sanno ancora leggere, per cui non possono fare granchè. Sono però estremamente soddisfatti di quello strofinio e del potere che da esso deriva. Gli altri chiedono di poterlo usare, di poter anch'essi strofinare la pennina sullo schermo, così da essere intelligenti, così da avere i super poteri. Il più aggressivo del branco difficilmente se ne priva. Presto, per fortuna, si scatena la rissa ed il sinistro oggetto del desiderio viene allontanata dallo sala. Alem tira un sospiro di sollievo. I bambini riprendono a parlare, a mangiare, ad urlare, a respirare. Il sole brilla alto nel cielo, gli uccellini riprendono a cantare. La nube nera si è spostata. Il mostro è stato chiuso nella torre.
.......
Alem e l'Oscuro sognavano solamente di vivere una perfetta giornata d'estate. L'Oscuro si era comprato un costumino nuovo ed Alem gli spiegava con amore dei trucchetti per viver bene la sua nuova pancia da Ichnusa:"Tieni in dentro la pancia!" "Sta sdraiato..così la pancia sembra piatta!""Guarda, è semplice: ti avvolgi nell'asciugamano e quando viene il momento del bagno togli tutto velocemente e scappi verso l'acqua..vedrai, funziona!!!" Essendo il kit da mare di Alem diviso tra la casa del Domani e quella del Castello, Alem aveva rinunciato a ricomporre i pezzi e si era comprata un pareo rosso usa e getta. Con due asciugamani a pois ed una crema con uan protezione tale che sembrava di aver addosso lo scafandro, Alem e l'Oscuro si erano diretti verso Geremeas, dove ad attenderli c'erano due simpatici amici. Il vento imperversava,ma Alem e l'Oscuro andavano diretti verso il loro primo bagno, nella magia del solstizio d'estate. Dopo pochi minuti nella spiaggia più riparata che si potesse trovare al mondo, una graziosa nube livida si è poggiata su di loro. Alem e l'Oscuro non hanno fatto il loro primo bagno, ma piuttosto una lunga doccia. Alem e l'Oscuro,hanno passato il giorno più lungo dell'anno barricati a casa dei due simpatici amici(con porta sbarrata per paura che entrasse il tornado!) a mangiar ravioli(e altre bontà), a guardare "Nightmare 1"(perchè gli splatter culto anni ottanta fanno sempre bene!) e a guardare "Lost"(perchè per colpa del digitale ce n'eravamo persi un sacco di puntate!). Considerando che il cinema ed il mare sono le grandi passioni di Alem, tanto male non è andata!
Questo week end, se il destino non ci sarà avverso, io e l'Oscuro faremo il primo bagno. Meno male, perchè ho bisogno di nuotare. Di sentire l'acqua che mi avvolge e che mi oppone resistenza e che mi sfinisce. Ed ho bisogno di sentire le mani inzuppate, la pelle piena di sale e la sabbia nei capelli (che è alquanto fastidiosa,ma che fa tanto estate). Non sarà sull'isoletta come tradizione vuole, ma va bene lo stesso. Saremo ad un salto e mezzo da Quartu City, a Geremeas. E voi, amici del Cassetto, dove andrete di bello?

GOOD MORNING QUARTU CITY!
E' venerdì...anche questa volta ce l'abbiamo fatta!


Quando conobbi l'Oscuro, lustri or sono, era un giovane studentello dalla figura ossuta, che poteva mangiare in quantità infinite senza mai mettere su un kg. E poteva entrare in pantaloni minuscoli e comprare qualsiasi maglietta, anche di quelle da cinque euro, nei cestoni, e c'era sempre la sua taglia (cosa per me incredibile e degna di suprema invidia!)!!!!
Oggi l'Oscuro è un signor lavoratore dalla corporatura felice e la panciotta da Ichnusa, che mostra a tutti con allegria, quasi fosse una sua creatura. Oggi l'Oscuro, però, sta conoscendo il peso del non avere una taglia micro.
"Alem, non mi stanno le camicie che ho...e queste della Rinascente neanche..tranne una che costa XXXXX...Alem..questo non è un paese per grassi!"
"Oscuro, svegliati, questo non è un paese per grassi, per vecchi. per poveri, ecc!!! Finalemnte te ne sei accorto!"
L'Oscuro, oramai, quando va a fare shopping si deve confrontare col mondo del "mi spiace , non abbiamo la SUA taglia" e del "quei pantaloni non vanno bene per LEI...". Non più, dunque, una scelta di ciò che si sente in linea con la propria personalità, ma piuttosto un "pfffiuuuuu, questo mi entra e non devo lasciarci lo stipendio...lo prendo subitooooooooooo".
L'Oscuro ieri è tornato a casa a mani vuote, ma con una nuova consapevolezza. Alem spera che non diventi come il protagonista del film dei Coen, in preda alla follia di una società che non sa gestire il kg di troppo!